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giovedì 22 giugno 2017

DISEGNI DI GIUGNO

SAMURAI/AIKI GIRL
(piccolo esercizio di inchiostrazione tradizionale).

Materiali usati:
* [90%] School pen (pennino giapponese) 
* [10%] pennarello Staedler pigment liner 0.1 
* china Pelikan
* foglio acetato semitrasparente Canson.

GUERRIERA FANTASY RANDOM 😅
(esercizio di inchiostrazione tradizionale).

Materiali usati:
*Pennarello Staedler pigment liner 0.1 
*Foglio Fabriano 2 liscio

STESSO DISEGNO DI PRIMA
 (rielaborato e corretto al computer)

Materiali usati:
*Uno scanner!
*PHOTOSHOP
*Cintiq 24 hd

venerdì 2 giugno 2017

TAVOLE DI PROVA 2017

Non si smette mai di fare tavole di prova. Neanche dopo quasi quattordici anni di onesta carriera fumettistica e una dozzina di albi alle spalle.




domenica 21 maggio 2017

REQUISITI MINIMI RICHIESTI: PALLE E NERVI D'ACCIAIO

Una delle cose che mi sconvolge di più nel mio settore, è scoprire che ANCHE molti "addetti ai lavori" (e quindi non solo chi di fumetti non sa N.U.L.L.A. ) credono ancora che disegnare un albo intero sia qualcosa fattibile a tempo perso, fra una cosetta e l'altra. 
Altrimenti non si spiega la loro sorpresa (o il loro sdegno) quando rifiuti il loro importantissimo incarico di 60/80/100 pagine (pagate magari cifre decisamente poco allettanti... ma capisco pure questo, mica tutti hanno le possibilità di un editore francese) perché magari stai portando avanti una o due testate contemporaneamente, ti fai qualche commission per arrotondare e roba così. 
NON É una questione personale, NON É  snobismo, NON É cattiveria... semplicemente è che la giornata dura solo 24h, e uno mica può sdoppiarsi o triplicarsi.

Poi chiaramente ti ritrovi in una posizione difficile: se dici di no a qualcuno, quello poi difficilmente si rivolgerà di nuovo a te... e se un giorno sarai tu a dover cercare lavoro, potrai forse rivolgerti a lui?!? Ma quello molto probabilmente ti manderà affanculo per direttissima, perché a suo tempo si è sentito ingiustamente snobbato.
Quindi: se accetti non avrai tempo per portare a tempo quell'incarico; nella migliore delle ipotesi lavorerai tutto il giorno e quasi tutta la notte per mesi e mesi... se dici di no, chiudi una porta che probabilmente non si riaprirà mai più (e, nella peggiore delle ipotesi, ti farai dei nemici che si "vendicheranno" alla prima occasione buona).

Benvenuti nella più "libera" delle "libere" professioni: una guerra al giorno tutti i giorni, niente riposo, tensione costante, efficienza massima SEMPRE, palle e nervi d'acciaio requisiti minimi richiesti.
Un giorno, ahiloro, pure quelli che fanno lavori "normali" (e magari si straniscono se devono lavorare di domenica o gli si chiede qualcosa che esula dalle loro competenze) saranno costretti a diventare come noi.
Vediamo poi chi resiste di più. 

lunedì 1 maggio 2017

GLI ULTIMI A CAPIRE, CHI SONO?

[...]
"la crisi colpisce prima chi opera nell'industria manifatturiera verso l'export (sono i primi ad essere colpiti perché un tasso di cambio sbagliato fa fallire la tua azienda), in quel momento [...], gli insegnanti, stanno a scuola, insegnano ai loro studenti, fanno il loro lavoro, hanno il loro stipendio, e se ne strabattono di quello che succede agli operai. Poi però lo Stato deve intervenire per salvare le banche e allora deve tagliare gli stipendi agli insegnanti; in
 quel momento gli insegnanti si arrabbiano, ma non capiscono che quello che sta succedendo a loro è quello che è successo ad altri prima. I pensionati nel frattempo stanno a casa loro, leggono il giornale e se ne strabattono di quello che succede agli insegnanti. Poi la situazione si incancrenisce, perché falliscono più banche, ecc. ecc., e lo stato deve tagliare anche le pensioni, a quel punto il pensionato si arrabbia, ma non capisce che... 
Soprattutto, gli ultimi a capire chi sono? Sono gli esponenti di quel ceto medio pseudo intellettuale/pseudo creativo che pensa(no) di poter navigare l'onda della globalizzazione perché parla maccheronicamente due o tre lingue e perché fa un lavoro che pensa sia tutelato o perché pensa di non aver bisogno di tutele perché lui è figo. La crisi colpirà anche lui, lo colpirà per ultimo [...]. Io ho letto un'intervista di Marine Le Pen [...], dove lei capisce esattamente questa cosa. 

Dice: 'Noi non abbiamo molto successo fra i laureati ma lo abbiamo di più fra gli operai, perché c'è un certo ceto medio intellettuale/creativo che pensa di essere al sicuro'. Ma se questo ceto medio intellettuale/creativo [...] si leggesse 'le conseguenze economiche di Winston Churchill' di Keynes, capirebbe che non è al sicuro, quindi prenderebbe lui in mano le redini della situazione per promuovere un cambiamento, anziché lasciarle in mano ad un partito di destra (cosa che, dal mio punto di vista, non è esattamente ottimale). Però purtroppo, questa è la lezione francese".
[...]

(da una conferenza di ALBERTO BAGNAI)


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