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sabato 11 marzo 2017

DIECI STRATEGIE DI MANIPOLAZIONE ATTRAVERSO I MEDIA (spiegate da NOAM CHOMSKY).

1- La strategia della distrazione L’elemento primordiale del controllo sociale è la strategia della distrazione che consiste nel deviare l’attenzione del pubblico dai problemi importanti e dei cambiamenti decisi dalle élites politiche ed economiche, attraverso la tecnica del diluvio o inondazioni di continue distrazioni e di informazioni insignificanti. La strategia della distrazione è anche indispensabile per impedire al pubblico d’interessarsi alle conoscenze essenziali, nell’area della scienza, l’economia, la psicologia, la neurobiologia e la cibernetica. Mantenere l’Attenzione del pubblico deviata dai veri problemi sociali, imprigionata da temi senza vera importanza. Mantenere il pubblico occupato, occupato, occupato, senza nessun tempo per pensare, di ritorno alla fattoria come gli altri animali (citato nel testo “Armi silenziose per guerre tranquille”).
2- Creare problemi e poi offrire le soluzioni. Questo metodo è anche chiamato “problema- reazione- soluzione”. Si crea un problema, una “situazione” prevista per causare una certa reazione da parte del pubblico, con lo scopo che sia questo il mandante delle misure che si desiderano far accettare. Ad esempio: lasciare che si dilaghi o si intensifichi la violenza urbana, o organizzare attentati sanguinosi, con lo scopo che il pubblico sia chi richiede le leggi sulla sicurezza e le politiche a discapito della libertà. O anche: creare una crisi economica per far accettare come un male necessario la retrocessione dei diritti sociali e lo smantellamento dei servizi pubblici.
3- La strategia della gradualità. Per far accettare una misura inaccettabile, basta applicarla gradualmente, a contagocce, per anni consecutivi. E’ in questo modo che condizioni socioeconomiche radicalmente nuove (neoliberismo) furono imposte durante i decenni degli anni ‘80 e ‘90: Stato minimo, privatizzazioni, precarietà, flessibilità, disoccupazione in massa, salari che non garantivano più redditi dignitosi, tanti cambiamenti che avrebbero provocato una rivoluzione se fossero state applicate in una sola volta.
4- La strategia del differire. Un altro modo per far accettare una decisione impopolare è quella di presentarla come “dolorosa e necessaria”, ottenendo l’accettazione pubblica, nel momento, per un’applicazione futura. E’ più facile accettare un sacrificio futuro che un sacrificio immediato. Prima, perché lo sforzo non è quello impiegato immediatamente. Secondo, perché il pubblico, la massa, ha sempre la tendenza a sperare ingenuamente che “tutto andrà meglio domani” e che il sacrificio richiesto potrebbe essere evitato. Questo dà più tempo al pubblico per abituarsi all’idea del cambiamento e di accettarlo rassegnato quando arriva il momento.
5- Rivolgersi al pubblico come ai bambini. La maggior parte della pubblicità diretta al gran pubblico, usa discorsi, argomenti, personaggi e una intonazione particolarmente infantile, molte volte vicino alla debolezza, come se lo spettatore fosse una creatura di pochi anni o un deficiente mentale. Quando più si cerca di ingannare lo spettatore più si tende ad usare un tono infantile. Perché? “Se qualcuno si rivolge ad una persona come se avesse 12 anni o meno, allora, in base alla suggestionabilità, lei tenderà, con certa probabilità, ad una risposta o reazione anche sprovvista di senso critico come quella di una persona di 12 anni o meno” (vedere “Armi silenziosi per guerre tranquille”).
6- Usare l’aspetto emotivo molto più della riflessione. Sfruttate l'emozione è una tecnica classica per provocare un corto circuito su un'analisi razionale e, infine, il senso critico dell'individuo. Inoltre, l'uso del registro emotivo permette aprire la porta d’accesso all’inconscio per impiantare o iniettare idee, desideri, paure e timori, compulsioni, o indurre comportamenti.
7- Mantenere il pubblico nell’ignoranza e nella mediocrità. Far si che il pubblico sia incapace di comprendere le tecnologie ed i metodi usati per il suo controllo e la sua schiavitù. “La qualità dell’educazione data alle classi sociali inferiori deve essere la più povera e mediocre possibile, in modo che la distanza dell’ignoranza che pianifica tra le classi inferiori e le classi superiori sia e rimanga impossibile da colmare dalle classi inferiori".
8- Stimolare il pubblico ad essere compiacente con la mediocrità. Spingere il pubblico a ritenere che è di moda essere stupidi, volgari e ignoranti ...
9- Rafforzare l’auto-colpevolezza.
Far credere all’individuo che è soltanto lui il colpevole della sua disgrazia, per causa della sua insufficiente intelligenza, delle sue capacità o dei suoi sforzi. Così, invece di ribellarsi contro il sistema economico, l’individuo si auto svaluta e s'incolpa, cosa che crea a sua volta uno stato depressivo, uno dei cui effetti è l’inibizione della sua azione. E senza azione non c’è rivoluzione!
10- Conoscere gli individui meglio di quanto loro stessi si conoscono. Negli ultimi 50 anni, i rapidi progressi della scienza hanno generato un divario crescente tra le conoscenze del pubblico e quelle possedute e utilizzate dalle élites dominanti. Grazie alla biologia, la neurobiologia, e la psicologia applicata, il “sistema” ha goduto di una conoscenza avanzata dell’essere umano, sia nella sua forma fisica che psichica. Il sistema è riuscito a conoscere meglio l’individuo comune di quanto egli stesso si conosca. Questo significa che, nella maggior parte dei casi, il sistema esercita un controllo maggiore ed un gran potere sugli individui, maggiore di quello che lo stesso individuo esercita su sé stesso.


martedì 28 febbraio 2017

NOVITÁ SUI FIORI (di Walter Benjamin)

“Se noi affrettiamo la crescita di una pianta con una sequenza accelerata o mostriamo la sua figura ingrandita quaranta volte – in entrambi i casi nei punti dell’esistenza dove meno l’avremmo sospettato zampilla un geyser di nuovi mondi di immagini. Queste fotografie schiudono nell’esistenza vegetale un tesoro del tutto insospettato di analogie e forme. Soltanto la fotografia può farlo. Occorre infatti un forte ingrandimento perché queste forme si tolgano il velo che la nostra pigrizia ha gettato su di esse. […] Nuovi pittori come Klee e ancor più Kandinskij da tempo cercano di renderci familiari i regni in cui il microscopio vorrebbe trascinarci in modo violento e sgarbato, in queste piante ingrandite incontriamo piuttosto delle forme di ‘stile’. Nella felce a forma di pastorale, nel fiore cappuccio e nel fiore della sassifraga, che fa onore anche nei rosoni delle cattedrali, poiché penetra attraverso i muri, si può avvertire un parti pris per il gotico. Negli equiseti, inoltre, affiorano le forme di antichissime colonne, i germogli del castagno e dell’acero ingranditi dieci volte ricordano la forma dei pali totemici, e la gemma di un aconito si dispiega come il corpo di una brava ballerina. […]”.
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Karl Blossfeldt, Urformen der Kunst, Adiantum pedatum (Capelvenere americano. Germogli arrotolati ingranditi 8 volte), stampa ai sali d'argento, ante 1928.

lunedì 27 febbraio 2017

LEMMING


Ma io l'eutanasia la renderei legale anche per chi, oltre ad essere perfettamente in grado di intendere e di volere, sia in perfetta salute. 
Vai in ospedale, firmi una liberatoria, e... ZAC.
Bye bye mondo crüdele, ciao ciao vitademmerda... 
...ciao ciao, Chaouqui.

Fra pochi anni saremo circa 10 miliardi di persone al mondo ed è chiaro già oggi che non può esserci posto per tutti: se la continua e crescente precarizzazione della vita e del lavoro non sarà considerata una ragione sufficiente per spararsi un colpo in testa, i malati delle   classi meno abbienti potranno optare per un doloroso suicidio se incapaci di far fronte alle     spese di una sanità sempre più esosa, meno risolutiva e meno "pubblica".

Intanto, tutti coloro che possono godere (fra le altre cose) dei benefici della buona salute e della buona istruzione che la propria classe sociale gli consente (coscienti o meno che siano di tali benefici), guarderanno un po' stupiti tutti questi lemming morire e diranno cose del tipo:
"perché lo fanno? la vita è bella! Pure mia nonna aveva la sciatica, ma mica si è suicidata!/ A me è morto il gatto, ma mica mi sono suicidato!/ A me a 15 anni mi piaceva uno che però non mi si filava, ma mica mi sono suicidata!/ A me mi si è rotto il computer, ma mica mi sono suicidato!/ Io quando stavo un po' giù ho trovato la forza leggendo 'il piccolo principe', mica mi sono suicidato!/ Io con la terza media sono diventato capo di un'industria, bisogna rimboccarsi le maniche, la verità è che le nuove generazioni non hanno voglia di fare un cazzo..." e via dicendo.                          

Sì, sì, riboccarsi le maniche è importante... ma ancora più importante è nascere dalla parte giusta della barricata. Che ne siate coscienti o meno.

giovedì 12 gennaio 2017

UN ORIZZONTE VIRTUALE MOLTO RISTRETTO


Basta un commentino ritenuto inappropriato sotto un post e qualcuno stabilisce che non sei più degno di essere annoverato fra le sue amicizie. Dai, anch'io mi sforzerò di andare avanti e cercherò di farmene una ragione: probabilmente rimanderò il suicidio di un mese o due.

Piuttosto mi colpisce la pessima tendenza di non poter tollerare una certa psicodiversità neppure su un social, e che non è né giusto né utile finire per plasmarsi una realtà virtuale dove tutti la pensano alla stessa maniera passando il tempo ad annuire l'un l'altro (o a farsi i bocchini a vicenda, tanto per fare una rude citazione tarantiniana).
Gli intelligentoni dicono che "la gggente" era egocentrica anche prima dei social e anche prima era poco propensa al confronto, malgrado la sempre (a sproposito) decantata "apertura mentale" e le improbabili citazioni di Voltaire (anch'esse tirate fuori sempre a sproposito); ma è chiaro che FB coltiva ed incoraggia l'autoreferenzialità. L'ho detto e lo ripeto: vedo gente di trenta e quarant'anni, diplomati e laureati, comportarsi, ragionare (e -ahimè- SCRIVERE) peggio di ragazzini e ragazzine di dodici anni. Nella loro testa qualche meme automotivazionale e nei loro occhi un orizzonte virtuale ristrettissimo di persone che gli dicono sempre "sì".

domenica 20 novembre 2016

NATHAN NEVER - T.D.U.E.

Qualche immagine dal nuovo episodio di NATHAN NEVER che sto disegnando.

Nota:
Ho ancora due episodi di NN nel cassetto (praticamente finiti: infatti mancano in totale tre o quattro pagine di sceneggiatura ancora non pervenutemi) che però NON SO quando saranno pubblicati. Uno è un lavoro "solista" 😃  fatto a cavallo fra il 2014 e il 2015, l'altro, più recente, l'ho realizzato in coppia con la Da Sacco (ne parlo anche QUI).

Ma sotto col nuovo materiale:






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